La "Taix-Aycard e C." - Primo tentativo di integrazione commerciale (1838-1840) zolfatari Sicilia

Sotto l'imperversare della crisi di sovrapproduzione occorreva che i produttori siciliani prendessero misure per limitare la produzione e contemporaneamente abbassarne i costi, ma l'insana organizzazione produttiva legata al regime fondiario, al contratto di gabella ed alla parcellizzazione dei bacini minerari rendeva assai difficili interventi in tal senso.

Condividi questo articolo

zolfatari Sicilia zolfatari Sicilia - Apparecchiature abbandonate della miniera Gessolungo di Caltanissetta

Apparecchiature non più utilizzabili della miniera Gessolungo di Caltanissetta - Foto di Vincenzo Santoro

Si cercò la soluzione della crisi nell'intervento del capitale straniero, dal momento che già nel 1833 il francese Amato Taix aveva chiesto al governo di Napoli la concessione del monopolio dello zolfo, offrendo un prezzo garantito. La proposta, che nel 1833 era stata respinta, perchè giudicata poco conveniente, fu, invece, accettata nel 1838 come via d'uscita dalla crisi, e nel luglio del 1838 il governo borbonico firmò l'accordo con la compagnia "Taix-Aycard e C.", che aveva costituito a Parigi la "Compagnie des soufres de Sicile", con l'intervento della "Caisse générale du commerce e de l'industrie", del banchiere Jacques Laffitte e dei maggiori azionisti delle raffinerie di Marsiglia.

L'accordo prevedeva la durata di 10 anni durante cui la compagnia si impegnava ad acquistare ogni anno fino a 600.000 cantara (48.000 tonn.) di zolfo prodotto in Sicilia, poichè una quantità maggiore non sarebbe stata assorbita dai mercati esteri, ad un prezzo compreso tra i 21 ed i 25 carlini il cantaro (112-134 lire la tonnellata) secondo la qualità. La vendita all'estero avrebbe avuto un prezzo massimo di 45 carlini il cantaro (240 lire la tonnellata).

La quota annua di produzione assegnata alle singole zolfare venne determinata nella misura dei 2/3 della produzione dell'ultimo anno, e, a titolo di indennizzo per la mancata produzione del rimanente terzo, la società avrebbe ritirato lo zolfo con un modesto indennizzo di 4 carlini al cantaio. La compagnia si obbligava, inoltre, a fornire gratuitamente zolfo raffinato all'amministrazione militare di Girgenti (Agrigento) e ad impiantare entro 4 anni una fabbrica di acido solforico e di soda artificiale, che avrebbe dato inizio ad una auspicabile integrazione verticale dell'industria zolfifera.

L'adesione alle condizioni offerte dalla "Taix-Aycard e C." era facoltativa, ma in realtà questa facoltà opzionale era illusoria, perchè il compenso dovuto in tal caso alla compagnia era tanto elevato da non consentire di sostenerne la concorrenza sui mercati esteri. Gli Inglesi, che possedevano zolfare e ditte esportatrici in Sicilia, sollevarono vive rimostranze per l'ingerenza stabilita anche nelle zolfare di loro proprietà e soprattutto per il monopolio delle vendite, che toglieva ad essi una notevole fonte di lucro.

D'altra parte la compagnia Taix elevò i prezzi sino al massimo consentito dal contratto, triplicando, così, i prezzi in corso nel 1837, e ciò sollevò non solo le proteste degli esportatori e degli importatori inglesi, ma anche dei fabbricanti di prodotti chimici di Gran Bretagna, che si vedevano costretti a chiudere i loro opifici. Durissima fu la reazione dell'Inghilterra, lord Palmerston minacciò il blocco navale del regno borbonico e, dopo avere opposto resistenza, re Ferdinando si arrese di fronte alla minaccia di uno scontro armato e nel luglio del 1840 sciolse l'accordo, assumendosi l'onere di pagare un lauto indennizzo sia agli azionisti della Taix-Aycard, che agli industriali inglesi danneggiati dal monopolio.

Le vicende dell'industria zolfifera nella prima metà dell'Ottocento evidenziano come le condizioni di privilegio per il monopolio naturale dello zolfo, di cui la Sicilia godeva, siano state vanificate dalla subordinazione agli interessi stranieri, in perfetta sintonia con il crescente imperialismo, che operava la subordinazione dei paesi produttori di materie prime a quelli industrializzati. Il mercato dello zolfo dopo lo scioglimento della Taix-Aycard e C. rimase stagnante, mentre una nuova minaccia giungeva dalla utilizzazione su scala industriale delle piriti di ferro e di rame per la produzione di acido solforico con costi di produzione assai convenienti. Si costruirono forni a pirite in Inghilterra ed in Belgio, ma la sostituzione delle piriti allo zolfo fu molto lenta.

organizzazione eventi in Sicilia

Organizza i tuoi eventi al centro della Sicilia e riscopri la cultura e la tradizione siciliana.

Il Casale di Emma è una splendida location per l'organizzazione di eventi a contatto con la natura.

Il luogo ideale dove organizzare:

Contattaci per chiedere maggiori informazioni sull'organizzazione del TUO evento

Il Casale di Emma

Chi siamo

La struttura

Le produzioni

Eventi al Casale

Cosa siamo

Villa per cerimonie

Centro congressi

Centro culturale

Locale per feste

Sala degustazioni

Museo contadino

Fattoria Educativa

Azienda Agri-Sociale

Orto botanico

Cosa fare nei dintorni

I paesi vicini

A piedi o in Mountain Bike

un'oasi al centro della Sicilia

Organizzazione feste, cerimonie, incontri di lavoro, eventi culturali, ludici e gastronomici.

Ottieni uno sconto del 10%. Scarica la guida e stampa il codice.

Ma quante cose puoi fare al Casale di Emma? Scarica la guida per vedere quali eventi è possibile organizzare ed ottieni un codice di sconto del 10% su tutti i servizi. Per sempre.

 

News

29/05/2016 - 

Secondo raduno fan siciliani dei Pink Floyd

Il prossimo 29 maggio il secondo raduno fan sic ...


02/07/2015 - 

Il Casale di Emma ottiene il logo Sicilia a Chilometro Zero

Il Casale di Emma è fiero di annunciare ...


25/06/2015 - 

Una nuova edizione per 'Io dormo da sola'

Esce oggi, in 300.000 copie, una nuova edizione ...


Leggi tutte le news

Iscriviti alla Newsletter

sarai informato su eventi culturali in Sicilia

Iscriviti alla newsletter
Tu sei qui: Home > L'industria mineraria dello zolfo in Sicilia > La "Taix-Aycard e C." - Primo tentativo di integrazione commerciale (1838-1840) 
un'oasi al centro della Sicilia

Il Casale di Emma
Contrada Castello sn - 93010 Resuttano (Caltanissetta CL - Sicilia)
Fax. 0934 597211
Cell. 340 2110314 (Federica) - 338 9894525 (Marco) - 338 9687800 (Nino)
P. IVA 01413320852 - Contatti

realizzazione sito web: Cristian Michele Sena - Web Master e Graphic Designer
posizionamento sito web ai primi posti sui motori di ricerca a cura di: Cristian Michele Sena - Web Master e Graphic Designer

 
Regione Siciliana Comunità Europea

Progetto finanziato dalla Comunità Europea. Misura 311C Diversificazione dall'attività Agricola - Altre forme di diversificazione. PSR Sicilia 2007.2013.

chiamaci 338 9894525 - 340 2110314

oppure contattaci via email

Prenotazione eventi in Sicilia Il Casale di Emma è Eccellenza Rurale 2007-2013 logo delle fattorie educative

Pagina Facebook il Casale di Emma Guarda i nostri video su YouTube Pagina Google // Il Casale di Emma Presentazioni su Slideshare // Il Casale di Emma